Un Log Cabin per cominciare

Un Log Cabin per cominciare

Un Log Cabin per cominciare

Chi ha imparato il patchwork Americano, con le sue regole di taglio e cucitura, sa bene che il Log Cabin è, con il Nine Patch, il modulo base per eccellenza.

Anche Cinzia ha usato il Log Cabin per uno dei suoi primi lavori: un Quilt con colori solari e stoffe dall’aria country.

Per la quiltatura Cinzia ha scelto il panto “Pieces of my hearth”: ottimo risultato!

Un po’ di curiosità

Adoro conoscere il significato del nome dei disegni patchwork: il Log Cabin è la forma più conosciuta nei quilts oltre che essere molto antica.

Esempi primitivi si possono vedere presso il British Museum di Londra come anche al Louvre di Parigi sulle mummie Egiziane.

Mummia di gatto egiziano – British Museum Londra

Sia gli uomini sia gli animali venivano avvolti, dopo la morte, con le garze formando un disegno molto simile al Log Cabin.

Uno dei più vecchi Quilts  Log Cabin è stato eseguito in Inghilterra prima del 1830, da Mary Morgan emigrata negli Stati Uniti.

Questo testimonia che il Log Cabin non è nativo dell’America come comunemente si pensa, ma non c’è dubbio che il nome del modulo sia stato attribuito dopo che i coloni hanno iniziato costruire le loro case con i tronchi degli alberi: Log Cabin-Capanna di Tronchi.

Cosa celava il Log Cabin?

Visivamente il nome è molto adatto: il centro del modulo è solitamente rosso, simbolo del fuoco del camino della casa. Il blocco è metà chiaro e metà scuro a rappresentare l’effetto del sole e delle ombre nella casa.  

Molte sono le simbologie attribuite durante la guerra di secessione, la Civil War (Aprile 1861 – Maggio 1865) e nel periodo di costruzione della linea ferroviaria che attraversa l’America, iniziata prima della guerra civile e terminata nel 1869.

Quilt in seta e lana della fine 1800 (fonte pinterest)

La tradizione parlata associa ai disegni dei quilts i messaggi da far arrivare ai soldati o agli operai della ferrovia, tramite i Quilts che le donne cucivano per dare loro riparo dal freddo.

Anche se risulta difficile pensare che un quilt potesse essere assemblato in breve tempo, specialmente quando le macchine da cucire non c’erano, in un Log Cabin già in casa era facile sostituire parti del quilt oppure inserire messaggi all’interno del batting.

Ecco che al posto del rosso c’è un centro giallo a significare che le finestre sono aperte al sole quindi per un ritorno a casa senza pericoli. Oppure con il centro scuro segno di pericolo.

Trovare lettere all’interno dei quilts era quasi normale; le imbottiture erano molto povere: foglie del mais, fogli di giornale mimetizzavano le missive .  I backings erano composti con i sacchi di juta del grano, a volte con scritte da decifrare.

Di necessità, virtù quindi!

Dal 1830 ad oggi il Log Cabin è un modulo molto usato sia con il metodo a macchina sia con quello Inglese a mano, per varie ragioni. Facile da costruire, consente di riutilizzare scraps dei lavori già fatti ed ha moltissimi disegni finali in funzione del montaggio e della scelta delle stoffe e colori.

Alla prossima dunque per conoscere qualche storia interessante e curiosa dei nostri Quilts!

Happy Quilting!

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