
La nascita di una quiltatura è un processo creativo che va ben oltre la semplice esecuzione tecnica.
Ogni volta che ricevo un nuovo lavoro nel mio laboratorio, inizio sempre con l’ascolto. Cerco di raccogliere quante più informazioni possibili sulla persona che riceverà il quilt, perché il mio obiettivo è chiaro: valorizzare al massimo il top che mi è stato affidato, rispettando profondamente la visione di chi lo ha commissionato.
È andata così anche con l’ultimo splendido progetto di Dora. Avevo visto il suo top in foto quando non era ancora del tutto terminato, ma la mente ha iniziato subito a viaggiare e a progettare.
Il mio procedimento: dall’idea al controllo tecnico
Il lavoro pratico parte sempre da un’osservazione minuziosa della composizione per capire quale tipo di quiltatura sia più adatta al progetto. Le opzioni principali sul tavolo sono tre:
- Edge to Edge (E2E): un disegno continuo che si ripete su tutta la superficie.
- Custom: una quiltatura personalizzata, studiata blocco per blocco.
- Un mix di entrambe le tecniche.
Subito dopo questa prima analisi, passo alla fase di preparazione. Stiro accuratamente il top sul rovescio: questo passaggio fondamentale mi permette di notare se ci sono cuciture da sistemare o fili da tagliare, permettendomi di agire preventivamente prima di montare il lavoro sulla macchina.
La scelta del disegno e il colpo di scena in corso d’opera
Insieme a Dora avevamo inizialmente selezionato alcuni disegni in stile “modern” e la sua scelta era ricaduta sul pattern “Bauhaus“.

Come regola fissa nel mio metodo di lavoro, prima di partire sul quilt definitivo realizzo sempre un campione di prova. Questo mi serve per valutare le dimensioni reali del motivo e capire se si adatta davvero alla texture e ai tagli del top. Ed è proprio durante la campionatura che è avvenuto il colpo di scena: mi sono resa conto che quel disegno non si amalgamava affatto bene con il lavoro di Dora. Ho dovuto cambiare rotta immediatamente.

Nel mio lavoro capita spesso: penso a un determinato “panto” (ovvero i disegni digitali che il software della mia longarm trasforma in punti sul tessuto) e poi cambio totalmente idea all’ultimo secondo, azzardando un disegno completamente nuovo. Il più delle volte, l’istinto non sbaglia.
L’intuizione vincente: il pattern “Diagonal Plaid”

La scelta finale è caduta sul pattern “Diagonal Plaid” ed è stata la vera svolta del progetto.

Questo motivo ha esaltato alla perfezione le geometrie pulite del quilt, senza togliere minimamente l’attenzione alla meticolosa composizione che Dora ha realizzato.


Ha donato la giusta luce e un movimento unico a tutta la struttura.
Qui sotto potete ammirare lo splendido risultato finale.

I prossimi passi: la scelta del filato
Il disegno è solo il primo passo. Nei prossimi articoli vi illustrerò nel dettaglio la scelta del filato per la quiltatura: vedremo come brand, titolo e colore devono essere in perfetta sintonia con il quilt per ottenere un risultato impeccabile.
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Cosa ne pensate di questo colpo di scena? Vi capita mai di fidarvi dell’istinto nei vostri progetti di cucito, oppure preferite pianificare tutto dall’inizio alla fine? Scrivetelo nei commenti qui sotto!